Matese Park

Tour nel Parco Regionale del Matese

»

_NEWS

INDIETRO

18 e 19 settembre: I sentieri del Vino










Questa proposta è stata selezionata e inserita nel catalogo incoming “L’Altra Campania: Enogastronomia, Arte e Natura nelle province di Avellino, Benevento e Caserta” , un agile e completo libretto in formato tascabile realizzato, per valorizzare gli itinerari turistici delle tre province, dall’ Assessorato Regionale al Turismo della Regione Campania in collaborazione con gli Enti Provinciali per il Turismo di Caserta, di Benevento e di Avellino.














Alcuni testi antichi riportano che la civiltà del vino è nata qui, nell’Alto Casertano, in questa vasta area collinare della Campania, estremo lembo di Terra di Lavoro, che dalle falde del vulcano spento di Roccamonfina si spinge fino al monte Massico, ai confini con il Lazio e poi penetra nelle terre del Matese e del Sannio.










E proprio qui nasce il vino DOC Galluccio, la cui area di produzione è dominata dal vulcano spento di Roccamonfina, che con la sua attività eruttiva ha reso i terreni, per struttura e composizione, estremamente vocati alla coltivazione della vite. I depositi lavici, ricchi di microelementi e di potassio, conferiscono alle uve, prima, e ai vini, poi, profumi intensi e delicati.
Il Disciplinare di produzione pone vincoli molto rigorosi a garanzia della qualità del prodotto. Infatti, la base ampelografica è costituita essenzialmente da vitigni autoctoni di grande pregio, come l'Aglianico, per il tipo rosso e rosato, e la Falanghina, per i tipi bianchi. Anche le produzioni ad ettaro appaiono molto contenute.



Il Galluccio, rosso, se di gradazione non inferiore a 12%vol e sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui uno in botte, può portare in etichetta la specificazione "riserva".
Il Casavecchia, che viene prodotto in quantità molto esigua per la naturale scarsa resa a pianta rispetto ad altre varietà dovuta ad una bassa fertilità per gemma, nasce invece dalle terre dei comuni di Pontelatone, Formicola, Liberi e Castel di Sasso. Le analisi compiute sul dna dell’uva hanno escluso che si tratti di qualche varietà di Aglianico e Luigi Veronelli, che lo scoprì trent’anni fa durante un suo viaggio enogastronomico, lo definì completo ed armonico.



Volgendoci verso i monti del Matese troviamo il Pallagrello, vino che, come testimonia una lapide del 1775, era usato alla mensa di Ferdinando IV di Borbone con il nome di Piedimonte bianco e Piedimonte Rosso. Il re, nella lapide, vietava il passaggio a chiunque nel territorio di Monticello, dove si coltivava la vite del Pallagrello.
L’analisi del suo dna dimostra inequivocabilmente che non
ha nessuna parentela con il Coda di Volpe.
La confusione è avvenuta, forse, per il fatto che spesso, nelle campagne, le due uve venivano coltivate insieme ed utilizzate dai contadini in uvaggio per le rispettive qualità che reciprocamente si esaltano.
Il Pallagrello, di gusto pieno, corposo, morbido, che si affina invecchiando, si trova nella piana alifana, da Piedimonte a Caiazzo, ma anche diffusamente nell’area di Conca della Campania.




L'area beneventana è terra dal fascino particolare, appartata rispetto ai consueti itinerari turistici in Campania.
Le strade che collegano i vari paesini sono piuttosto tortuose e per questo rivelano dietro ogni curva paesaggi sempre diversi. Girando il Beneventano si ha l'impressione di un Sud molto più avanzato della sua immagine stereotipata. Piccole aziende, paesi lindi e perfettamente conservati, e poi una agricoltura fiorente coi suoi campi coltivati e vigneti da premio adagiati sui fianchi di dolcissime colline.





La storia di questi ultimi anni ha visto un progressivo divenire di questa zona, da anonimo serbatoio di uve e vino sfuso destinato al consumo quotidiano, alla nuova generazione di moderni produttori che affondano saldamente le proprie radici in un glorioso passato e che hanno saputo elaborare pregiatissimi vini




I vini della nostra proposta sono prodotti nell'intero Sannio, la terra degli antichi Sanniti, un popolo carico di storia e di tradizioni.
E' un’area collinare nel cuore della Campania, che da sempre ha destinato alla coltivazione della vite i terreni più vocati e meglio esposti.
Plinio, Columella, Catone ed Orazio, nei loro scritti, hanno raccontato degli eccellenti vini prodotti nel Sannio, molto apprezzati, alcuni "per il lieve aroma affumicato", altri per "l'inteso sentore di resina".



Qui le tecniche di coltivazione e di vinificazione hanno raggiunto livelli di eccellenza e la vita delle popolazioni locali è come scandita dalle diversa fasi di vegetazione del vigneto.
Che si tratti di un vino ricco di storia è anche documentato dalla individuazione e riconoscimento dell'area più antica di coltivazione del Solopaca, la zona “classica”, tutta ricadente nell'ambito del comune di Solopaca, per complessivi 600 ettari.
Le uve prodotte in tale zona possono essere utilizzate per la produzione del “Solopaca Classico” nei tipi Bianco e Rosso.

I vini compresi nella Doc Vino Sannio sono tre: Bianco, ottenuto da Trebbiano toscano; Rosso e Rosato, prodotti dai vitigni Aglianico, Barbera, Coda di volpe, Falanghina, Fiano, Greco, Moscato, Piedirosso e Sciascinoso.

E poi il Piedirosso Doc, dal profumo intenso, gradevole, caratteristico di violetta, ha un sapore leggermente tannico, acidulo, ricco di corpo. Anche questo vino rivela una impostazione alquanto tradizionale.




La nostra proposta non si limita a seguire un metafisico “fiume vinario”, ma conduce il viandante, o meglio, l'enonauta, lungo tracciati segnati da un'antica storia di amore per la coltivazione della terra e per l'arte.
E' un susseguirsi di scenari d'intensa suggestione paesaggistica, di panorami che si svelano all'uscita da una curva della strada, di borghi medievali che s'innalzano come fitti stormi d'uccelli verso il cielo terso e azzurro.


















Il programma:

L’arrivo nell’Alto Casertano è previsto nella tarda mattinata; incontro con i nostri assistenti e trasferimento presso un’azienda vinicola con visita della cantina.
Presso l’azienda agrituristica annessa, pranzo degustazione con i migliori vini prodotti quali il Galluccio Doc bianco e rosso, Greco e Aglianico accompagnati da gustosi manicaretti a base di pasta fresca fatta in casa, funghi porcini e asparagi, formaggi di capra, mozzarella di bufala , grigliate di cinghiale e di bufala e poi noci, nocciole e castagne.


Nel tardo pomeriggio visita guidata del Castello e del Borgo di Vairano che sorge in posizione strategica sui monti Trebulani, a controllo della valle del Medio Volturno, nei pressi della confluenza della strada proveniente dal Sannio e la via Latina, oggi Casilina, che congiungeva Roma a Capua.
Cena in ristorante tipico e pernottamento in hotel.



La mattina del secondo giorno, dopo la prima colazione in hotel, partenza per la visita guidata di un’azienda vinicola. Pranzo degustazione in agriturismo con vini Solopaca, Sannio e Piedirosso accompagnati dal Culatello del Matese, dal famoso prosciutto di Pietraroja e da altri salumi locali come la soppressata, da mozzarella di bufala e formaggi pecorini, dai primi piatti fatti in casa come i cavatelli al ragù e le tagliatelle ai funghi porcini, dalle grigliate di agnello e salsiccia.



Cena 1° giorno
• Croccantino di mozzarella con cicoria di campo e concassea di pomodoro
• Tortino di polenta con fonduta di pecorino “Lauticauda”
• Turbantino di Ziti con bufalo, bieta, mozzarella e pomodoro
• Filetto con “Casavecchia” e miele con pera cotta al vino rosso e anice stellato
• Dessert
• Caffè
• Acqua e Vino








La quota di partecipazione individuale
è di €. 180,00

e prevede

- sistemazione in doppia in hotel 3***
selezionato con il brand
“La Locanda del Parco”
- trattamento, come da programma, in locali ed aziende
selezionate con il brand
“La Locanda del Parco”
- guida per i due giorni
- materiale informativo e gadget
- I.V.A.
- Assicurazione R.C.

Supplemento singola Euro 5,00
Possibilità di triple e quadruple: quotazioni su richiesta.


Il tour sarà effettuato al raggiungimento di 25 adulti partecipanti.

clicca qui per visualizzare la locandina



Organizzazione tecnica: Bag & Dreams T.O.
Licenza Regione Campania n. 1295/1996, n. 13667/1999,
n. 431/2001.

Tutti i pacchetti turistici proposti da Bag & Dreams T.O. sono rispondenti alle norme previste dal Decreto Legislativo n. 111 del 17.3.95, che disciplina i contratti di vendita dei “pacchetti turistici”, ed alla normativa del Decreto Legislativo n. 206 del 6.9.05 contenente il “Codice del Consumo”, in materia di protezione del consumatore.

Bag & Dreams T.O. è coperta per la responsabilità civile, di cui agli artt. 15 e 16 del Decreto Legislativo n. 111 del 17.3.95, dalla polizza assicurativa n. 4118676/E stipulata con la Navale Assicurazioni S.p.A.


Contattaci: incoming@bagdreams.it


Le nostre proposte: incoming.mateseincoming.com



Bag & Dreams T.O.




Bag & Dreams T.O.
piazza Roma,93
81016 Piedimonte Matese (Ce)









prenota o richiedici informazioni incoming@bagdreams.it


Agriturismo Matese - Clicca qui
»  Immagini dal Parco
Parco Regionale del Matese

Parco Regionale del Matese - Anatre ai bordi del Lago

Parco Regionale del Matese - Castello di Gioia Sannitica

Parco Regionale del Matese - Il picchio

Parco Regionale del Matese - Lago del Matese
[ CopyRight © 2001 - 2003 Matese Incoming - Tutti i diritti sono Riservati - info@mateseincoming.it - design deepblue studio ]