Matese Park

Tour nel Parco Regionale del Matese

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31 luglio e 1 agosto: Miti e Leggende nel Parco del Matese


















Il confine tra realtà, mito e leggenda a Napoli e in Campania è labile: la realtà dà vita alla leggenda; quest'ultima insieme al mito confonde la realtà.
Non si sa e forse non si è mai saputo se tanti fatti curiosi, di cui ancora si conserva la memoria, abbiano tratto origine da episodi veri.
La voglia di superare, di dimenticare, di lenire la malinconia del quotidiano ha dato vita, grazie alle rivisitazioni della fantasia popolare, a storie che fanno parte di un patrimonio comune a cui tutti prima o poi attingono.



Vari scrittori, alcuni con metodo scientifico, altri con approccio fantastico hanno voluto fermare su carta le voci del popolo; grazie a loro disponiamo di un gran numero di narrazioni tra le quali si può ritrovare la storia che un giorno distrattamente si era sentita raccontare da chissà chi.
Le leggende napoletane, definite da Matilde Serao, autrice della più celebre raccolta sull'argomento, "fantastiche istorie, dove tanta parte della vita napoletana si riflette" appartengono al passato, ma sopravvivono nel presente e nel futuro perché la tradizione popolare orale le diffonde da secoli nei vicoli, mantenendone inalterato il fascino e lasciandone intatto il mistero.


Si potrebbe considerarle semplici fantasticherie che trovano terreno fertile presso il popolino, fantasioso ed ingegnoso per antonomasia; in realtà, esse rappresentano un patrimonio straordinario, trasposizione sul piano dell'irrealtà di antichissime vicende che riflettono la realtà campana dei secoli scorsi.
Riscoprire le più conosciute potrà essere un modo alternativo di avvicinarsi alla storia del Matese.



Il Programma

L’arrivo nel Parco del Matese è previsto per la tarda mattinata. Incontro con i nostri assistenti e consegna delle camere riservate in hotel.
Pranzo in agriturismo dove si assisterà al “bagno dei cigni”.

La prima tappa del viaggio tra miti e leggende è nel pomeriggio, a Sant’Angelo d’Alife.
Qui, tra i vicoli del borgo, ci verrà narrata la storia di “Mazzamuriello” e delle “Janare” .
Cena in ristorante.



La mattina successiva, dopo la prima colazione in hotel, partenza per il borgo di Prata Sannita e del suo Castello le cui segrete ci racconteranno dei Cavalieri Templari, di quelli Teutonici e del Santo Sepolcro.
Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio faremo tappa al Castello di Gioia sannitica per ascoltare la leggenda di “Cesaria”, una delle più famose “Janare” della zona.



Pranzo primo giorno

• Antepasto campagnolo: formaggi misti, ricottina bianca o al limone o farcita noci e miele, pan cotto con fagioli o broccoletti o ceci, affettati di salsiccia, capocollo, pancetta, melanzane sotto’olio o peperoni farciti, minestra maritata
• 2 Primi con pasta fatta a mano: cavatelli o tagliolini o tagliatelle in salsa bianca o salsa rosa o panciacche con fagioli
• 2 secondi: pollo o coniglio o agnello; arista di maiale o salsiccia
• Contorni di stagione
• Frutta, caffè, rosolio
• Dolce
• Vino e acqua



Cena primo giorno:

• Aperitivo con bruschette
• Tagliata di salumi e insalata di mare
• Gnocchi alla matesina
• Scialatielli con zucchine e gamberetti
• Vitello glassato con patate al forno
• Macedonia
• Caffè
• Vino e acqua



Pranzo secondo giorno:

• Antepasto: affettati di salumi nostrani con crostini appetitosi
• Cicerchie ricoperte con pane casereccio saltato con olio extravergine, aglio e rosmarino
• Riccioli freschi con porcini e tartufo
• Coniglio farcito con guanciale e pinoli tostati
• Pecorino di Lauticada con patate nostrane
• Vino e acqua


Menù bambini (tipo)

• Pasta al pomodoro
• Cotoletta o Salsiccia, patate fritte o insalata
• Bibita



Quote di partecipazione:
Adulti: €. 180,00
Bambini 0/3 anni partecipazione gratuita - eventuali pasti al consumo;
Bambini fino a 6 anni €. 80,00.

Il tour sarà effettuato al raggiungimento di 25 adulti partecipanti.





clicca qui per scaricare la locandina


Le quote prevedono:
- sistemazione in doppia in hotel 3*** selezionato con il
brand “La Locanda del Parco”
- Servizio Culla
- trattamento, come da programma, in pensione completa e
un pranzo, in locali selezionati con il brand
“La Locanda del Parco”
- guida per i due giorni
- materiale informativo e gadget
- I.V.A.
- Assicurazione R.C.

Supplemento singola: Euro 5,00
Possibilità di camere triple e quadruple su richiesta.


Organizzazione tecnica: Bag & Dreams T.O.
Licenza Regione Campania n. 1295/1996, n. 13667/1999,
n. 431/2001.

Tutti i pacchetti turistici proposti da Bag & Dreams T.O. sono rispondenti alle norme previste dal Decreto Legislativo n. 111 del 17.3.95, che disciplina i contratti di vendita dei “pacchetti turistici”, ed alla normativa del Decreto Legislativo n. 206 del 6.9.05 contenente il “Codice del Consumo”, in materia di protezione del consumatore.

Bag & Dreams T.O. è coperta per la responsabilità civile, di cui agli artt. 15 e 16 del Decreto Legislativo n. 111 del 17.3.95, dalla polizza assicurativa n. 4118676/E stipulata con la Navale Assicurazioni S.p.A.


Le Ianare volano di notte e si introducono nelle case calandosi dai tetti, attraverso i camini. Hanno capelli arruffati e in disordine che non pettinano mai e sono ributtanti da vedere. Il loro corpo è flaccido e cadente perché sono cavalcate molto spesso dal diavolo.

Sanno scatenare tempeste a loro piacimento e trasformarsi in animali. Conoscono l'uso delle erbe magiche per debellare ogni sorta di malattia, ma sono anche capaci di nuocere agli uomini, in particolare ai bambini.
Le janare vantano un consolidato credito nella nostra tradizione popolare, ma non solo: sarebbero circa 200 i verbali dei processi per stregoneria conservati presso la Curia Arcivescovile. I processi, tenuti nel XVI secolo presso il Santo Uffizio di Roma, trattavano casi di malefici e venefici causati da donne; gli interrogatori indicavano, per lo più, un unico luogo di incontro: Benevento.


La parola Janara è antica e proviene da Dianara, cioè sacerdotessa di Diana.
Già ai tempi di Omero si credeva che certe donne, da mezzanotte fino alle tre del mattino, volassero per le campagne, si intrufolassero nelle case e tormentassero i vivi.
I cani alla catena ne erano spaventatissimi: prima abbaiavano violentemente poi si rintanavano nei nascondigli delle case e delle cucce quando quelle giungevano nelle vicinanze.
Altro segno della loro presenza era considerato il canto della civetta.
Si credeva che queste infernali creature possedessero la chiave delle arti magiche: cattive, invidiose e malvagie sfogavano nella notte il risentimento per quel potere che non gli si riconosceva durante il giorno.

Secondo la tradizione le janare discendono dalle streghe e sono esse stesse delle streghe.

“Gioco di Diana ” è definito, in molti testi, il corteo di streghe, stregoni e spiriti infernali di cui si aveva notizia attraverso le deposizioni delle imputate di stregoneria.
Altro nome di esso è sabba ”, forse da Sabazio, o Bacco, in onore del quale si celebravano riti orgiastici perché nel consesso stregonesco vi era una forte componente sessuale.
Diana è chiamata nei processi “Signora del gioco”, dove “gioco” traduce il latino ludus, nel significato di “luogo dove s’impara” o anche di “passatempo dilettevole”, visto che in queste riunioni si ballava e si cantava.
A questi incontri partecipavano spiriti e diavoli con i quali spesso le streghe si accoppiavano dando vita alle malefiche Janare.

La Janara, nell'immaginario popolare delle genti dei borghi, è una strega che di notte entra nelle stalle a rubare asini e cavalli riportandoli, all'alba, sfiancati, sudati e con le criniere intrecciate in modo disumano.

La janara pùò entrare nelle case creando vento e passando sotto le finestre. Secondo una credenza antica, se una famiglia sospetta di essere visitata di notte da una janara può scoprirla apostrofandola durante la notte con la frase magica:

"Janà vie' pe' sale" ( "Janara vieni per sale")

Al mattino, irresistibilmente, la donna che di notte è la janara si presenterà per chiedere il sale.

Un'altra possibilità per scoprire una janara è quella di mettere una scopa dietro la porta della chiesa durante la Messa della Notte di Natale.
Al termine della funzione, mentre tutti tornano a casa, la janara resta intrappolata a contare i fili della scopa.
Per difendersi dalle visite notturne delle janare si pùò mettere dietro alle finestre e alle porte del sale o una scopa in modo che la janara, impegnata a contare i granelli o i fili per tutta la notte, non abbia il tempo di entrare e il mattino, con le luci dell'alba, dovrà andar via.

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81016 Piedimonte Matese (Ce)









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